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sabato 31 dicembre 2011

Tirando le somme...

Siamo giunti alla fine di quest'anno, ed è quasi un imperativo morale il dover fare un resoconto di quello che in negativo e in positivo ha caratterizzato questo 2011 che se ne va.
Non è stato un anno facile, le arrabbiature, le delusioni, i problemi di vario tipo sono stati tanti. Le soddisfazioni non sono mancate e devo ringraziare tante persone che hanno reso possibili mete e traguardi raggiunti, ed in tal senso il primo nome che mi viene alla mente è quello di Loris Tassi, perchè senza di lui, la sua amicizia e il suo entusiasmo non avrei conosciuto persone e parole che oggi sono accostate al marchio Edizioni Arcoiris. Ringrazio Maria Rossi per avermi permesso di pubblicare un libro su una tematica che per motivi personali mi tocca profondamente. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato con me e con la Arcoiris, grazie agli autori e ai traduttori, grazie ai recensori, grazie a coloro che mi hanno sottoposto i loro scritti sperando di vedere le proprie opere pubblicate. Grazie ai clienti per i quali abbiamo lavorato e sudato e che poi non ci hanno pagato, grazie ai clienti che tornano da noi perchè amano la nostra qualità e professionalità. Grazie ai miei genitori, senza i quali non sarebbe mai stato possibile nulla di tutto ciò che ho fatto nella mia vita, grazie a mio fratello perchè è un fratello da 110 e lode, grazie a Carlos che resta al mio fianco amorevolmente nonostante io sia come sono. Grazie alle persone che mi hanno fatto del male, magari senza volerlo, ma hanno comunque segnato la mia vita. Grazie a te nonna, perchè sei sempre e perennemente con me. Grazie alle mie due cagnette perchè mi regalano amore incondizionatamente. Il grazie finale va a me stessa, perchè, concedetemelo, sono una persona meravigliosa e merito tutte le cose migliori al mondo.
E come ogni anno tutti ripetono a tutti: felice anno nuovo e che il 2012 sia un anno sereno, con salute, soldi per tutti, pace interiore, tanto lavoro, infinito amore e nuove parole da leggere...

lunedì 5 dicembre 2011

Consigli per i regali di Natale I - Napoli barrio latino

Esistono saggi sull’immigrazione in Italia, con cifre alla mano, statistiche e grado di incidenza della comunità esterna sulle popolazioni autoctone. Esistono poi le storie di immigrazione, che rivelano viaggi massacranti, siano essi in mare o in aereo (perché di un viaggio è massacrante anche ciò che lo precede e lo segue), integrazioni difficili, vite familiari e sociali con tante difficoltà, passaggi burocratici e molto altro. Napoli Barrio Latino – Migrazioni latinoamericane a Napoli di Maria Rossi (Edizioni Arcoiris - € 12,00) è entrambe le cose, anche se nello scenario più ristretto ma non meno vario e complesso dell’emigrazione/immigrazione dall’America Centrale e Meridionale. In più questo libro, che intervalla dati a racconti ed opinioni delle persone intervistate è anche uno dei pochi volumi sull’immigrazione con un occhio femminile. Sono moltissime, infatti, le donne a raccontare le loro esperienze di migranti, le difficoltà di ricongiungimento con i loro cari o i tentativi di costruirsi una nuova vita con nuove persone, cercando caparbiamente di sfatare il duplice tabù di donna latinoamericana come “servizievole” o “caliente”. Se dunque la prima parte del libro parla di un fenomeno in continua espansione in un paese che continua sotterraneamente a rifiutarlo o considerarlo un effetto collaterale di rivoluzioni e crisi mondiali a fronte di un immigrazione latinoamericana ancora giovane ma sempre più forte, soprattutto fra le popolazioni andine, la seconda parte è uno spaccato della vita di tutti i giorni, senza buonismi sull’accoglienza, l’integrazione e la commistione di culture, ma anche senza l’esasperazione della polemica sul razzismo, le difficoltà economiche ed occupazionali. Capiterà spesso di trovare frasi di nostalgia e di disagio verso la gente e le situazioni di tutti i giorni ma è questo che da ancora più dignità ad una comunità di persone che cerca situazioni stabili ed occupa a volte professionalità decisive negli ospedali, nei ristoranti e perfino negli uffici (e perfino i dati sull’imprenditoria sono sorprendenti). Tutto questo, nello scenario di Napoli, città che accoglie ma che nella sua continua instabilità sottopone l’immigrato ad una avventura giornaliera, punto di ritrovo, ma anche approdo provvisorio. “Napoli l’ho fatto mio. Lo rispetto e sono molto dispiaciuta adesso per come sta diventando…Per le nuove generazioni io sono ottimista“, dice una donna peruviana ed è l’emblema di un libro che parte dalle cose semplici ed attraverso queste, quasi come in un collage di piccole storie ci offre su un piatto la realtà, nel modo più duro, ma anche più sincero, dimostrandoci tutti i difetti ed i pregi della latinità (la nostra e la loro), le differenze fra culture, generazioni, modi di vivere ed il nostro essere, tutto sommato, tanti paesi in un solo grande paese.